Impianti solari a terra
Questi impianti offrono capacità di scalabilità e costi relativamente contenuti per kWh, soprattutto quando si parla di grandi volumi e di terreni agricoli o industriali riutilizzabili. Possono essere a inseguimento (tracking) o a inclinazione fissa, con distanze adeguate per facilitare la manutenzione e il deflusso dell’acqua. Un tema chiave è la zavorra: per evitare fondazioni tradizionali, molti sistemi a terra impiegano pesi concreti o zavorre in acciaio per resistere al vento, ridurre i tempi di installazione e mantenere l’aftercare senza perforare il terreno.
Questi impianti hanno avuto notevole sviluppo dal 2010 circa risultando risolutive per lo sfruttamento di terreni non adatti a agricoltura, terreni pietrosi, aridi e non fertili. Le zavorre per fotovoltaico, opportunamente dimensionate, devono gestire sollecitazioni da vento (uplift) e, in zone sismiche, adesione alle normative locali. Vantaggi: rapida installazione, riutilizzabilità delle strutture, minore impatto su fondazioni sottostanti rispetto alle fondazioni a palo. Limitazioni: consumo di suolo, possibile compromissione di terreni agricoli o paesaggistici, necessità di sistemi di drenaggio e manutenzione periodica per evitare cedimenti o spostamenti.
La soluzione dei pannelli fotovoltaici a terra funziona meglio su terreni pianeggianti o leggermente ondulati, con drenaggio rapido e poche ombre. Un suolo stabile e asciutto evita movimenti di impalcature e ristagni d’acqua che accelerano l’usura delle fondazioni. Terreni inutilizzabili o degradati, come terreni industriali riconvertiti, spiagge interne prive di vegetazione o aree agricole in rotazione, sono spesso preferiti rispetto a campi fertili, purché si rispettino le norme d’uso del suolo e le questioni paesaggistiche. L’ideale è una superficie ampia, facilmente accessibile per montaggi, manutenzione e cablaggi, con pendenza bassa (preferibilmente meno del 5%), che riduca l’erosione e consenta una buona esposizione al sole durante tutto l’anno. In zone soggette a alluvioni o alti livelli di salinità si richiede fondazioni ancorate, drenaggi e protezioni anti-corrosione. I terreni desertici o aridi possono offrire grandi superfici e costi energetici ridotti, ma richiedono gestione dell’acqua e contro l’aumento della temperatura. In ogni caso, è cruciale verificare diritti di uso, impatti ambientali, compatibilità con la fauna locale e eventuali incentivi. Una scelta oculata massimizza produzione, riduce costi e minimizza rischi. È utile prevedere piani di rotazione aree, sistemi di ombreggiamento intermittente e monitoraggio continuo delle prestazioni per adattarsi ai cambiamenti climatici e rischi associati.
Perche agrivoltaico..................
L'agrivoltaico, ovvero l'integrazione di impianti fotovoltaici con attività agricole, si sta affermando come una risposta innovativa e sostenibile alle sfide energetiche e agricole contemporanee, e in Sicilia sta prendendo piede con progetti interessanti e promettenti.
Negli ultimi anni, la Sicilia ha fatto importanti passi avanti nell’implementazione di tecnologie agrivoltai che sfruttano la sua posizione soleggiata e la disponibilità di terreni agricoli. Le condizioni climatiche favorevoli di quest'isola, unito a un forte interesse per la sostenibilità, rendono la regione propensa a sviluppare soluzioni che combinano la produzione di energia rinnovabile con coltivazioni agricole.
Uno dei progetti più significativi in corso riguarda l'installazione di pannelli fotovoltaici su serre e strutture già esistenti. Questo approccio permette di massimizzare l'uso del suolo, garantendo al contempo la produzione di energia pulita per alimentare sia le attività agricole che le abitazioni locali. Utilizzare il tetto delle serre per i pannelli fotovoltaici non solo crea un duplice utilizzo dell'area, ma fornisce anche un'ombreggiatura benefica per le coltivazioni, contribuendo a migliorare le condizioni di crescita delle piante.
In aggiunta, alcuni comuni siciliani stanno promuovendo progetti di agrivoltaico a terra, dove i pannelli vengono installati su terreni agricoli non utilizzati o marginali. Questo modello non solo permette di generare energia, ma offre anche opportunità per esperimenti agricoli innovativi, come la coltivazione di varietà resistenti alla siccità o alla salinità, che si adattano meglio alle nuove condizioni climatiche.

Le iniziative agrivoltaiche in Sicilia non si limitano a progetti privati. Sono supportate anche da politiche regionali e nazionali che mirano a incentivare l'uso delle energie rinnovabili. La Regione Siciliana ha messo a disposizione fondi e risorse per aiutare gli agricoltori a investire in tecnologie rinnovabili, creando così un ambiente favorevole per l'adozione di pratiche agrivoltai.
Tuttavia, ci sono anche sfide da affrontare, come la necessità di bilanciare gli interessi agricoli con quelli energetici e garantire che le installazioni fotovoltaiche non compromettano la biodiversità locale o l'uso storico del territorio. La pianificazione attenta e l'inclusione delle comunità locali nei processi decisionali saranno essenziali per il successo di questi progetti.